Sensualità , trasgressione e desiderio tra realtà e fantasia
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Tanto è sordo il dolore che nemmeno i segni delle corde fanno più male.
Il candore della neve contrasta con il nero della mia anima e il rosso del mio cuore che piange lacrime di sangue.
La mia vita ha pareti di cristallo.

Spezzo i legami di un cuore senza più sangue, mostro le anime di chi sa come allontanare se stessi dal dono più bello, mordo rabbiosa una vita costellata di rifiuti.
Niente ha più senso, nemmeno le lacrime.

Impossibile desiderare le mie carni quando non sono più un ristoro. Non c'è nulla di peggio che una solitudine urlata che nessuno vuole stare a sentire.
Inutile attendere oltre. E' tempo di finire.
Lamenti di un corpo che muore non più confortato dall'abbraccio delle carni.
Nulla trascende la vita se non l'immagine della mia bellezza negli occhi di un uomo. Il desiderio si mescola al piacere, creando fiumi di lava incandescente che colano dalle bocche della lussuria.
Morbidamente adagiata su un talamo peccaminoso, frugo nelle anse della mia anima alla ricerca di un qualcosa che sappia ancora di te.
Inutile ostinarsi alla ricerca di chi non ti vuole.

Parole buttate nel vento ad alimentare speranze ormai morte.
Non vuoi nulla da me se non vivere l'attimo, divorandone l'essenza. E una volta consumato il tuo pasto non resta che un piatto vuoto, con le briciole per chi cerca un futuro.
A niente sono valse le mie richieste di aiuto, morte sul muro della tua indifferenza e dilaniate dall'egoismo di maschio ferito.
Il valore del nulla. Ecco quello che sono ai tuoi occhi.
Ho pensato di poter comprare il tuo cuore adornandoti gli occhi di luce incantata. Ho viziato il tuo ego annullando il mio essere, ho ingoiato e accettato pur di sentirmi amata, unica e speciale ai tuoi occhi.
Ho creduto di poter dare luce ai tuoi giorni con un baratto non palesato, laddove la merce di scambio era sempre diversa.
Questo fanno le donne, così si comportano le femmine.
Nel mio mondo tutto ha un prezzo, anche un abbraccio strozzato, e oramai senza futuro.

Arranco nel buio alla ricerca di ossigeno mentre la vita mi regala solo esalazioni mefitiche. Non rimane neanche più un corpo da profanare per provare piacere.
In ginocchio davanti al dolore, solo il nascere di un nuovo sole può slegare lacci perversi.
Ora o mai più. E' tempo di chiudere molte porte.

Il mio sogno, il tuo desiderio, le nostre carni.
Rannicchiata nel letto, col mio corpo che sa ancora di te, mi afferri con forza attirandomi alla tua bocca mai sazia dei miei umori di donna.
Mi mordi il collo e le spalle mentre le tue mani stringono con forza i miei seni e la burrosità delle mie forme.
La tua mano si insinua tra le mie cosce e le tue dita frugano il mio piacere ancora umido e turgido.
Mi violi lì dove oggi non eri ancora arrivato, prendendoti un'altra parte di me.
Ma non mi avrai mai tutta.

Tutto sembra normale ma nulla lo è. Volutamente i miei occhi non incrociano i tuoi. Rischierei di credere di nuovo a quello che non è, che mai è stato e mai sarà.
Non basta avere un corpo morbido, profumato e voluttuosamente dedicato al peccato.
Vomito dolore e rabbia ad ogni respiro. Ora il piacere è solo mio, isolata in una bolla di aria senza ossigeno.
Disperatamente abbandonata sul letto, aspetto al vita.

Abbraccio il mio corpo freddo alla ricerca di calore per l'anima, la pelle di luna freme sotto lo scorrere delle dita. La solitudine mi assalta alle spalle, matida e insidiosa, mi fa annegare nel mare dell'ansia, cianotica alla ricerca di vita. Non chiudo gli occhi per paura.
Attraversi la porta come se nulla fosse successo.
Raramente mi baci, e mai sulla bocca. Troppo intimo. Resisti nonostante le labbra dolci come il miele e morbide come i petali delle rose scarlatte.
Ma il dolore è profondo, è una lama che entra nel cuore, trafigge l'anima e esce dalla bocca sotto forma di rovi insidiosi.
Nulla è più lo stesso.
